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Eurobic Toscana Sud - Agenzia di Sviluppo e FormazioneMed-Ippc-Net – Network per Rafforzare e Migliorare L'Implementazione Della Direttiva Europea Ippc

Med-Ippc-Net – Network per Rafforzare e Migliorare L'Implementazione Della Direttiva Europea Ippc

PROGRAMMA MED – Asse 2 – Obiettivo 2.1; Durata 01/04/2008 – 30/09/2011

www.medippcnet.eu

18 MAGGIO 2010

Continua il progetto MED-IPPC –NET-Conclusa l’analisi regionale sulla Toscana, ecco i primi risultati-

 La finalità è quella di definire una metodologia che possa essere applicata su scala europea nell’applicazione della direttiva europea contro l’inquinamento IPPC. L’indagine in Toscana è stata condotta e realizzata insieme dalla Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, e Eurobic Toscana Sud ed è stata presentata nel nuovo meeting che si è svolto in Slovenia il 14-15 aprile, a Ptuj. Ne sono emersi punti di forza e debolezza in quattro livelli di analisi. Per quanto riguarda l’analisi legislativa, i principali punti di debolezza riguardano alcuni aspetti legati ai campi di applicazione della direttiva IPPC e i ritardi nelle istanze di autorizzazione. Invece, l’approccio integrato dell’ambiente introdotto dalla direttiva è considerato un punto di forza. I documenti standardizzati richiesti alle aziende per ottenere le autorizzazioni e le tariffe da applicare sono considerati elementi di debolezza, identificati nell’indagine amministrativa, mentre la presenza del Comitato Tecnico di Coordinamento, creato dalle leggi regionali della Toscana, è da considerarsi una buona pratica. Ed ancora, i maggiori punti di debolezza identificati nell’analisi dei controlli e delle ispezioni sono i costi che le aziende devono sostenere per questo tipo di attività durante la fase di validazione dell’autorizzazione ambientale integrata, prevista dalla direttiva IPPC. Altro punto di debolezza, è quello rappresentato dalle differenze che esistono tra le autorità competenti circa il numero dei controlli e le ispezioni nelle installazioni. Infine, due elementi di debolezza emergono nell’analisi dei contenuti delle autorizzazioni. Una è rappresentata dalle differenze che esistono tra i permessi rilasciati, l’altra è l'applicazione del principio di bassa flessibilità da parte delle autorità competenti, previste dalla direttiva IPPC. Come detto, quattro sono i livelli di indagine sviluppati. In primo luogo l’analisi legislativa il cui scopo è stato quello di analizzare come la direttiva è stata implementata ad un livello regionale e nazionale. La seconda parte dell’analisi regionale è stata quella amministrativa. L’obiettivo è stato quello di studiare aspetti collegati con l’attivazione e le autorizzazioni delle procedure per l’ICCP. Inoltre, il maggiore obiettivo dell’analisi volta a verificare “controlli e ispezioni” è stato quello di analizzare quanto il sistema è stato implementato nelle diverse regioni interessate. La parte finale dell’analisi ha riguardato il contenuto delle autorizzazioni. Da questo punto di vista, nel settore degli impianti di combustione  sono stati riscontrati in Toscana 6 impianti interessati dall’IPPC e 5 permessi in totale rilasciati. Tra le discariche, 32 sono gli impianti interessati dall’IPPC e 29 i permessi rilasciati nella regione. Nel settore della ceramica, 20 sono gli impaienti interessati dall’IPPC in tutta la Toscana e 17 sono i permessi rilasciati, infine tra le cartiere 47 sono gli impianti interessati dall’IPPC nella regione e 39 i permessi rilasciati. Nello sviluppo dell’indagine sono state incontrate le autorità competenti per l’ICCP e le strutture regionali per il coordinato dell’implementazione dell’IPPC. Sono state intervistate le province di Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Massa Carrara, Livorno, Siena, Arezzo, Lucca and the Circondario Empolese Valdelsa. Sono stati consultati anche i documenti legislativi relativi agli indirizzi nazionali circa l’implementazione della direttiva.