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Eurobic Toscana Sud - Agenzia di Sviluppo e FormazioneAgro Environmed-Piattaforma Tecnica Ambientale per Il Settore Agro Alimentare Del Mediterraneo

Agro Environmed-Piattaforma Tecnica Ambientale per Il Settore Agro Alimentare Del Mediterraneo

Poggibonsi, 28/11/2011: Aumentare il livello tecnologico presente negli impianti per ridurre gli sprechi energetici e modificare la gestione degli scarti della lavorazione per un' ulteriore possibilità di guadagno.

Agro-Environmed, sei le aziende toscane coinvolte nel progetto europeo

 

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Hanno partecipato la Fattoria Sant’Anna di Monteroni d’Arbia, il Caseificio Pro-Lat nella montagna pistoiese, il Caseificio Sociale di Manciano nell’entroterra maremmano, il caseificio Putzulo di Torrita di Siena, la Fattoria Buca Nuova di Pienza e il caseificio Salcis di Siena

 

Aumentare il livello tecnologico presente negli impianti, così da ridurre gli sprechi energetici, e modificare la gestione degli scarti della lavorazione dei formaggi, in modo da trasformare il costo per lo smaltimento in una ulteriore possibilità di guadagno. Sono questi i consigli che sono stati dati alle 6 aziende Toscane del settore lattiro-caseario che hanno preso parte al progetto europeo Agro-Environmed per l’innovazione e l’eco-sostenibilità nel settore agricolo e l’incremento dell’efficienza nelle aziende.

Lo studio condotto Dopo i primi contatti telefonici, infatti, le sei aziende, di cui quattro in provincia di Siena, una localizzata nel Grossetano e una nella montagna Pistoiese, hanno accolto l’espero in innovazione aziendale individuato da Eurobic Toscana Sud per un audit tecnologico. L’incontro è consistito nell’analisi, passo per passo, dei momenti produttivi e di realizzazione dei prodotti commercializzati. Per ogni fase l’esperto di innovazione ha verificato gli standard energetici e i consumi realizzati individuando buone prassi e criticità, così da potere fare proposte interessanti, convenienti e facilmente realizzabili per le aziende.

Le proposte emerse dal progetto Tutti i caseifici hanno espresso la volontà di razionalizzare i consumi energetici ed idrici e di arginare il quantitativo di acque scaricate. I dati raccolti dall’esperto hanno, infatti , evidenziato potenziali margini di miglioramento riguardo le performance ambientali delle aziende. Le azioni per migliorare i propri standard potranno riguardare tanto gli impianti utilizzati, quanto la gestione del processo di lavorazione e del personale dipendente. Tra le proposte avanzate,l’istallazione di sensori per il risparmio di energia elettrica e il recupero di calore dai motori delle celle frigorifere  e delle condense dall’impianto di pastorizzazione e dai doppifondi della ricotta. Ma non solo, per limitare la dispersione energetica è stato proposto alle aziende di coibentare le tubazioni adibite al trasporto di acqua calda e di collocare le unità motocondensanti delle celle frigorifere in posizione ombreggiata. Non ultimo suggerimento, un’attività di formazione e informazione del personale dipendente.

Dallo studio è emerso anche che, mentre le acque di lavaggio degli impianti vengono smaltite in modo diverso da azienda ad azienda, il siero residuo dalla lavorazione del latte viene sempre destinato ad allevamenti di suini per l’alimentazione degli animali, andando a rappresentare un costo in termini di trasporto. La proposta dell’esperto in innovazione è quella di utilizzare questa risorsa per la produzione di proteine in polvere, così da trasformare i resti della produzione in una ulteriore fonte di guadagno. Questa prassi è oggi particolarmente utilizzata da Francia, Germania e Olanda, leader mondiali nella produzione di proteine in polvere.

Le aziende che hanno partecipato ad Agro-Environmed Al progetto europeo hanno partecipato la Fattoria Sant’Anna di Monteroni d’Arbia, il Caseificio Pro-Lat nella montagna pistoiese, il Caseificio Sociale di Manciano nell’entroterra maremmano, il caseificio Putzulo di Torrita di Siena, la Fattoria Buca Nuova di Pienza e il caseificio Salcis di Siena.

L’azienda biologica Sant’Anna dei fratelli Sanna è nata nel 1967 è ha iniziato a fare formaggio nel 1986 trasformando unicamente il latte prodotto dal proprio allevamento. Da Aprile 2002 ha ottenuto la certificazione di produzione biologica ICEA sia per l’allevamento che per il caseificio ed ha recentemente realizzato un impianto di fitodepurazione per la gestione ecosostenibile dei reflui generati in azienda.

Il Caseificio Pro-Lat, nel rispetto della tradizione casearia della montagna pistoiese, produce il formaggio a mano da tre generazioni.

Il Caseificio Sociale Manciano - Società Agricola Cooperativa è sorto nel 1961 per volontà di 21 allevatori della zona, con il preciso scopo di valorizzare la produzione di latte ovino dell'entroterra maremmano della provincia di Grosseto. La Cooperativa conta oggi circa 330 produttori di latte ovino e vaccino dislocati in un circondario comprendente 11 Comuni della provincia di Grosseto e 2 della provincia di Viterbo. Il Caseificio nel rispetto di una tradizione antichissima si avvale di attrezzature moderne e produce formaggi di pecora e misti.

Il Caseificio Putzulu è specializzato nella produzione e nella lavorazione di formaggi di pecora e si avvale di tecniche ed attrezzature d'avanguardia.

La Fattoria Buca Nuova della famiglia Cugusi produce formaggio pecorino fresco, stagionato ed aromatizzato. La caratteristica dei pascoli che nascono sulle colline senesi tra Pienza e la Val d'Orcia conferiscono al latte e dunque al formaggio, profumi e sapori unici.

L'Azienda Salcis nasce nel 1941 dall'associazione dei migliori salumieri della città di Siena. Negli anni 60 è sorto il Caseificio che trasforma il latte di pecora delle Crete Senesi producendo i pecorini Monna Lisa.

Agro-Environmed è un progetto di cooperazione interregionale co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale attraverso il programma Med. Il paternariato Agro-Environmed coinvolge Autorità Regionali, Centri di Tecnologia & Innovazione , Agenzie Pubbliche, Associazioni d’Impresa e Centri Ricerca, provenienti da 11 regioni, 6 paesi dell’area del Mediterraneo (Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Slovenia). Le attività del progetto si sono sviluppate su 5 sotto-settori agroalimentari: olio d’oliva, vino, carne, frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari. Eurobic Toscana Sud si è occupato del settore lattiero-caseario. 

    

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  In collaborazione con

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Sito web del progetto www.agroenvironmed.eu

Poggibonsi, 16/04/2010:  Continua il lavoro del progetto europeo. Già distribuiti anche i questionari per completare il quadro regionale sui bisogni di innovazione del settore lattiero.

AGRO-ENVIRONMED: CRESCE LA PIATTAFORMA WEB

Sta crescendo la piattaforma web che promuove l’innovazione eco-ambientale del settore agroalimentare. Aziende toscane ed europee, che usano e forniscono tecnologie e buone prassi ambientali, possono condividere le proprie esperienze e dare visibilità alla loro attività. A poche settimane dal via, sono già 20 i soggetti, tra aziende agricole, fornitori di servizi per l’innovazione e tecnologie, enti pubblici, iscritti. L’attività di diffusione delle opportunità rappresentate dalla piattaforma continua per i settori di riferimento del progetto: latte e derivati, olio d’oliva, vino, frutta e ortaggi. L’obiettivo è creare una rete innovativa di aziende agroalimentari europee e mettere loro a disposizione un catalogo online delle best practices e tecnologie innovative su scala europea.

Poggibonsi, 16/04/2010: Caratterizzazione regionale dell'innovazione eco ambientale settore Lattiero Caseario; QUESTIONARI PER LE AZIENDE

Il settore lattiero caseario è oggetto di particolare approfondimento, Eurobic sta elaborando un documento di livello regionale sul settore dal punto di vista delle buone pratiche e tecnologie innovative presenti sul territorio. Lo scopo è valorizzare le imprese maggiormente innovative e monitorare i bisogni di innovazione del comparto. A questo proposito sono già stati distribuiti circa 150 questionari ad aziende fornitrici ed utilizzatrici di innovazione: allevatori, produttori, caseifici, professionisti, agronomi, università, associazioni di categoria, associazioni di prodotto. Nel questionario, insieme alle informazioni di carattere generale sulla dimensione degli allevamenti, sulle tipologie delle strutture, le tipologie di produzione e le quantità, si indaga sulla presenza di pratiche o tecnologie volte alla riduzione dell’impatto ambientale e sui bisogni di innovazione in chiave di sostenibilità ambientale. Tutte le aziende interessate possono scaricare il questionario dal link in basso e inviarlo al seguente indirizzo mail o per fax al numero 0577 980217.